domenica 24 maggio 2020

L'ascolto consapevole



Nel silenzio di un giorno che inizia, alle prime luci dell'alba, sento, insieme al fruscio delle foglie e al cinguettio degli uccellini che allegri si posano sui rami, il flusso dei pensieri che si srotola come un tappeto di fiori su un prato erboso. Ne colgo uno e poi un altro ancora. Li annuso e ne ammiro i colori. Li accarezzo e li stendo su un foglio bianco che diventa una tela su cui dipingo ogni piccola sfumatura della mia anima. Non è forse questo, sentire il profumo della vita? Organizzo dentro e fuori di me i tasselli di un puzzle che ho lasciato sparsi qua e là tante volte, persa tra sogni e chimere. Un pezzo blu, più capriccioso degli altri, non trova il suo spazio in quel microcosmo che si ricompone. E resta solo. Lo prendo tra le mani e lo osservo. Spigoloso e a tratti morbido. Non sempre è il momento giusto per incastrare pezzi di sé. Cosi decido che in fondo non esiste la perfezione e si può essere interi anche così. Senza un pezzo di blu, perché proprio lì dove si genera il vuoto puoi piantare un seme che un giorno fiorirà.


Non tutti i sogni sono perduti per sempre.


Un giorno all'improvviso



Capita di svegliarmi nel cuore della notte e spinta da un impetuoso desiderio di luce, apro gli occhi, stropicciando gli ultimi fotogrammi di un sogno interrotto. Nel silenzio e alla fioca luce della lampada che, timida, illumina i fogli sparsi sulla scrivania, mi ritrovo di fronte a quel libro mai iniziato.
Lo apro, mentre una matita scivola tra le righe di pensieri che si riflettono, come lineamenti di un viso allo specchio, appannato dal vapore di un bagno caldo.
E mentre la mano cerca un varco tra la nebbia, all'improvviso, vedo chiaramente una strada davanti a me. Leggo poche righe, sussurrando, e mi accorgo del piacere che mi provoca la voce dolce e fievole. Come rapita la riascolto e ne faccio dono, afferrando al volo la proposta di leggere a chi non ha occhi per farlo.
Solo chi ama dona e solo chi dona ama.
Un mantra per la vita.